Una notte in un bordello

(Keystone)

Aprite, polizia!», gridano gli agenti. Quattro coppie sono colte sul fatto. Cliente e prostituta. Più tardi le ragazze saranno portate in questura e interrogate assieme al gerente del locale a luci rosse. Loro allo sbaraglio, lui con il suo avvocato. Reportage.

 

Nel mirino della buoncostume è finito un piccolo locale del canton Ticino, non lontano dalla frontiera con l’Italia. Al pianterreno un piccolo bar, dove si incontrano clienti e prostitute. Sopra le camere: sette in tutto.

La partenza è di quelle da film: una carrellata di automobili della polizia, un furgoncino blindato e diverse autocivette. Dopo pochi chilometri arriviamo a destinazione: edificio circondato, uscite bloccate, mano sull’arma e occhi vigili.

 

Saliamo con i poliziotti al primo piano. Le porte sono chiuse. «Aprite, polizia!», gridano gli agenti.  Tre coppie si rivestono in fretta e furia e lasciano entrare i poliziotti. La quarta fa resistenza, ma nulla può contro la forza del grimaldello. «Potevate almeno lasciarmi finire», commenta ammiccante un giovane. «Non è mica come credete. Lei è la mia ragazza».

Al piano di sotto gli agenti fermano il gerente, interrogano due ragazze in abiti succinti e qualche uomo di mezza età, seduto al bar.

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L’articolo integrale, pubblicato nel 2012, può essere consultato su swissinfo.ch: “Una notte in un bordello”