«In Svizzera non si tollererebbe nemmeno l’1% di quello che accade in Eritrea»

Nonostante le promesse, il regime eritreo non ha dato nessun segnale concreto di apertura. Al contrario, gli arresti arbitrari e le esecuzioni sommarie sono tuttora moneta corrente, afferma Mussie Zerai. Instancabile difensore dei diritti dei profughi, il sacerdote eritreo denuncia «il razzismo politico» di chi pensa che alcune popolazioni possano accettare meno diritti e meno democrazia. 

 

L’intervista integrale è disponibile su swissinfo.ch in cinque lingue: