#EntregaDigna

Ho incontrato Maria Azuzena Loaiza durante il pellegrinaggio nell’Alto Ariari. Una donna forte e coraggiosa, che per anni ha cercato invano suo fratello Tullio, ucciso dai paramilitari il 12 novembre 1999, tra i corpi senza vita ritrovati nella regione del Meta. Maria Azuzena non si è mai arresa. Ma è soltanto nel 2016 che per puro caso i resti di Tullio sono stati ritrovati in una fossa, assieme a quelli di un’altra donna. E questo giovedì, Maria Azuzena potrà finalmente dargli degna sepoltura. Un momento carico di emozione non solo per lei, ma per tutta la comunità dell’Alto Ariari.

In Colombia, si stima che più di 82’000 persone siano scomparse durante il conflitto armato. Malgrado gli accordi di pace firmati tra il governo e le FARC prevedano la creazione di un’unità di ricerca e identificazione delle vittime, poco o nulla è stato fatto in questo senso. Gli antropologi forensi si contano sulle dita di una mano e il processo di identificazione di un corpo può durare diversi anni.

Vi è poi un altro importante ostacolo, il tabù che circonda gli ex guerriglieri delle FARC. Molti famigliari scelgono di non denunciare la loro scomparsa per paura di essere stigmatizzati o perfino puniti dallo Stato. Lo stesso vale per chi ha ritrovato il corpo di un guerrigliero e ha deciso di seppellirlo nel più grande segreto. L’identificazione di questi corpi prenderà probabilmente dei decenni, sempre che lo Stato colombiano manifesti una reale volontà di assicurare alle vittime verità e giustizia.

Per saperne di più, l’intervista al capo della delegazione del CICR a Bogotà:  “No hay voluntad politica para encontrar a los desaparecidos”