Author Archive: stesummi

La marcia dei proiettori

(Christoph Balsiger / swissinfo.ch)

Museo? Cinema? Galleria? Il Lichtspiel è tutto questo, ma soprattutto un luogo di incontro e di scoperta. Costretta a cambiare sede, la cineteca di Berna ha portato i suoi vecchi proiettori a passeggio per la capitale. Una “marcia degli elefanti”, omaggio a quel cinema che non c’è più.

 

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Inseguire un sogno su un campo minato

(pardo.ch)

A 13 anni, i talebani le hanno impedito di andare a scuola. Ma Roya Sadat non si è arresa. Rinchiusa tra le quattro mura di casa, si è formata da sola ed oggi è una figura di spicco del cinema afghano e di una nuova generazione che sogna la pace e la libertà. Un po’ come la protagonista del suo ultimo film, “A Letter to the President”, presentato al festival di Locarno 2017 nella sezione Open Doors. Intervista.

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Rinunciare all’amore per la libertà

(pardo.ch)

Hanno poco più di vent’anni e hanno rinunciato a tutto, perfino all’amore, per inseguire la libertà. In Siria, le combattenti curde sono il simbolo di un nuovo progetto di società, paritario e federalista. Antropologo francese, Stéphane Breton ha filmato per sette mesi la vita quotidiana di queste donne, ai margini della guerra. Documentario d’immersione, «Filles du feu» è stato presentato fuori concorso al festival di Locarno.

 

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«In Svizzera non si tollererebbe nemmeno l’1% di quello che accade in Eritrea»

Nonostante le promesse, il regime eritreo non ha dato nessun segnale concreto di apertura. Al contrario, gli arresti arbitrari e le esecuzioni sommarie sono tuttora moneta corrente, afferma Mussie Zerai. Instancabile difensore dei diritti dei profughi, il sacerdote eritreo denuncia «il razzismo politico» di chi pensa che alcune popolazioni possano accettare meno diritti e meno democrazia. 

 

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«La Svizzera dovrebbe aver più fiducia nelle sue capacità d’integrazione»

(SRF)

Se la Svizzera ha una delle leggi sulla naturalizzazione più restrittive d’Europa è anche perché ha sempre visto lo straniero come un lavoratore da prendere e lasciare e non come un cittadino da integrare, afferma Brigitte Studer. Autrice del libro “Il diritto di essere svizzeri”, la storica ritraccia l’evoluzione del nostro rapporto con la cittadinanza, tra integrazione ed esclusione.

 

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Chi può venire in Svizzera senza un visto?

(Cartografia di Philippe Rekacewicz e Luma Pillet, pubblicata per la prima volta su Visionscarto e Vivre Ensemble)

Trascorrere una vacanza in Svizzera, partecipare a un congresso o a un festival, visitare un amico o un parente può essere più o meno complicato a seconda del paese di provenienza. Come la maggior parte degli Stati, la Svizzera seleziona in modo certosino le entrate degli stranieri sul proprio territorio. Ne risulta un mondo diviso in due: da una parte i cittadini di serie A, che possono circolare liberamente per un periodo inferiore a tre mesi, dall’altra coloro che hanno bisogno di un visto, non sempre facile da ottenere.

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